La mostra si articola a partire dalla suggestione del pensiero di Anassimandro di Mileto (610 a.C. circa – 546 a.C. circa), filosofo presocratico che individua l’origine delle cose nell’ápeiron – letteralmente “senza limite”, “in-finito” – principio indeterminato da cui tutto si crea e dove tutto ha fine. In questo contesto viene associato all’elemento della terra, anch’esso inteso come luogo di genesi perenne, custode di memoria e appartenenza, e testimone di possibile estinzione. Gli artisti scelti e i loro lavori concorrono a sviluppare un percorso espositivo che interpreta il quarto elemento attraverso linguaggi e strumenti contemporanei, quali l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali, che si intrecciano a tecniche più tradizionali – come la pittura ad olio, il disegno a carboncino e la scultura modellata attraverso una varietà di materiali.
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